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Avanza il progetto di recupero dei Castelli di Cannero sul Lago Maggiore che trasformerà la fortezza lacustre in un moderno museo interattivo voluto dalla famiglia Borromeo. I disagi causati dalla pandemia hanno reso inevitabile un rallentamento dei lavori che comunque procedono: un deciso passo avanti è stato compiuto con l’eccezionale quanto spettacolare trasporto della scala che collegherà la torre mozza al mastio e la sua posa in opera.

La scala in acciaio, del peso di 74 quintali, è stata realizzata in officina, come tutte le altre strutture metalliche che saranno posizionate nelle prossime settimane, e condotta via lago con una gru speciale su chiatta, da Angera a Laveno. Da qui ha raggiunto i Castelli di Cannero.

Oltre alla posa dell’imponente scala, negli ultimi mesi sono state realizzate le operazioni di restauro e di messa in sicurezza propedeutiche alle fasi successive, come quelle sulle facciate e gli interventi conservativi sulle corti interne. Inoltre, sono stati ultimati i sottoservizi (cisterne, cavedi, ndr). Il progetto prenderà sempre più forma con l’installazione delle passerelle già approvate dalla Soprintendenza

italian-architects.com

The building known as “Palazzo Campari” was designed in the 1960s by Ermenegildo and Eugenio Soncini in the heart of Milan and was one of a series of buildings that emerged during the economic boom years, representing a new aspect of corporate identity for Italian industry. It was originally characterised by the burnished colour of the metal structure of the facade, tinted glass of the curtain walling and the brown metallic paint used for the smaller block in via Cavalieri given over to residential use. When it was built, it was considered to be modern and technologically advanced, even experimental. Today however, many of its undeniably attractive aspects have become outdated with regards to current standards of building construction. For this reason the new owner, aware of its quality and evocative presence, decided to bring in architects to redesign the complex. With respect to the original layout, the aim of the new scheme was to provide a maximum level of flexibility in terms of the division of the internal spaces with sense of uniformity also given by the system of the internal lighting and improved access and circulation.

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Interamente realizzato con telai in acciaio opportunamente controventati, il padiglione presenta impalcati con lamiera grecata e pannelli in legno appoggiati su reticoli di travi. I solai di copertura sono invece costituiti da pannelli sandwich coibentati e dal pacchetto di completamento per il tetto verde. Il fabbricato showroom ed il muro verticale hanno in comune la stessa struttura portante. La parete ha lunghezza complessiva di circa 68 m e larghezza variabile da 10,34 m a 14,87 m. L’altezza della copertura della zona espositiva è di 8,8 metri, mentre quella della parete verticale varia in funzione della sua inclinazione, raggiungendo il livello massimo di 12,4 m.

archivio.lastampa.it

La parte metallica della struttura, commissionata dalla diocesi ducale, è stata realizzata dalla ditta Ottone e Petterlin di Mezzomerico, in provincia di Novara, mentre il palco viene realizzato dalla ditta Manazza Gefra di Cassolnovo. Questi i numeri del palco: la struttura metallica ha un'altezza massima di 25 metri, una profondità di 19 e una larghezza di 9 metri. I tubolari che lo sostengono hanno un diametro di 32 centimetri. Avrà una superficie di 380 metri quadrati, con un'ampiezza complessiva di 30 metri per 17 metri di profondità. L'altezza della prima pedana è di 125 centimetri da terra. Può ospitare 180 posti a sedere. La piazza sarà poi divisa in 7 settori, con 1.290 posti a sedere e 4.950 in piedi. Ci saranno 80 posti per la stampa (anche se il numero dei giornalisti accreditati ha già superato questo numero) e 80 per il coro più 25 per gli strumenti.


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